mercoledì 4 aprile 2012
giovedì 1 marzo 2012
Roselle, fase etrusca
Roselle è ricordata come una delle principali città dell'Etruria costiera. Il suo abitato si organizza intorno al VII a.c. su due colline dominanti il Lago Prile, antica laguna che si estendeva nell'attuale piana grossetana . Di straordinaria importanza sono i resti dell'abitato etrusco rinvenuti sotto lo strato di riempimento realizzato in età romana per creare il foro. Celebre è la Casa ovale con recinto, un edificio del VII con alzati di argilla e probabile copertura lignea. Il recinto, anteriore e posteriore, ha restituito abbondante ceramica anche di importazione, facendo ipotizzare un uso pubblico dell'edificio, esempio antichissimo e raro dell'evoluzione della capanna. Vicino la Casa a due vani del VI a.c.con un piccolo recinto anteriore, base dell'alzato con muretto a secco e tegole come copertura.
Altrettanto importante la grande Casa con impluvium sempre del VI a.c. vicino all'anfiteatro, con vari ambienti domestici articolati intorno ad un atrio con al centro una vasca per acqua piovana, eccezionale prototipo delle ville romane.
Sulla collina sud un'area artigianale del V con forni per la cottura delle ceramiche.
Forse però il monumento che più colpisce il visitatore sono le straordinarie mura ciclopiche del VI a.c. in grossi blocchi di pietra locale che abbracciano, quasi interrottamente, le due colline. Alte fino a 5 metri e spesse fino a 3.50 si estendono con varie porte e postierle per circa 3 km, e il loro stato di conservazione è eccellente.
La città etrusca cade sotto Roma nel 294 a.c.
Altrettanto importante la grande Casa con impluvium sempre del VI a.c. vicino all'anfiteatro, con vari ambienti domestici articolati intorno ad un atrio con al centro una vasca per acqua piovana, eccezionale prototipo delle ville romane.
Sulla collina sud un'area artigianale del V con forni per la cottura delle ceramiche.
Forse però il monumento che più colpisce il visitatore sono le straordinarie mura ciclopiche del VI a.c. in grossi blocchi di pietra locale che abbracciano, quasi interrottamente, le due colline. Alte fino a 5 metri e spesse fino a 3.50 si estendono con varie porte e postierle per circa 3 km, e il loro stato di conservazione è eccellente.
La città etrusca cade sotto Roma nel 294 a.c.
domenica 1 gennaio 2012
Sovana: la necropoli etrusca
Sovana era un importante centro agricolo sviluppatosi sotto l'egemonia di Vulci tra il 7°e il 2° ac. L'abitato si estendeva sul pianoro dove oggi è la città medievale, ancora identificabili sono tratti di alzato e di fondazioni delle mura etrusche. La fase di maggior ricchezza del territorio di Sovana è tra il 3°e il 2°sec, ac. epoca a cui risalgono le monumentali tombe scolpite sui costoni tufacei.
La tipologia è molto varia e comprende edicole , templi, dadi, tutte interamente scavate nella roccia e con la camera sepolcrale posta sotto e di solito di dimensioni ridotte.
La tomba Ildebranda è uno straordinario sepolcro a forma di tempio a dimensioni naturali, originariamente dipinta in colori vivavi e decorata con un frontone a motivi di animali e vegetali, rimangono poche tracce delle 12 colonne scannalate sull'alto podio. Sotto la camera con le banchine per il corredo e la deposizione del defunto.
La tomba dei demoni alati è l'ultimo ritrovamento della necropoli di Sovana. Una tomba a edicola con il corpo del defunto scolpito nella nicchia ancora in parte dipinto con ai lati figure di demoni alati e un bellissimo frontone con un mostro marino.
Sono però le vie cave la caratteristica più interessante e suggestiva del territorio . Strade scavate nel tufo che collegano le necropoli e che furono realizzate in un epoca imprecisata. Lungo le alte pareti, incise nel tempo dall'azione delle piogge e dalla mano di generazioni di contadini, iscrizioni, tombe, altari cristiani, e un ambiente naturale ricco di molte specie di felci e di muschi.
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